Association de Volontaires pour l'Aide au Développement
Verein Freiwilliger für die Entwicklungshilfe
Per saperne di più sull'impegno di Avaid per affrontare l‘emergenza di Haiti, consigliamo a tutti la lettura degli articoli pubblicati sul Giornale del Popolo, qui scaricabili in formato pdf.
Raccolti oltre 200'000 CHF. GRAZIE A TUTTI!
EMERGENZA HAITI 1
EMERGENZA HAITI 2
EMERGENZA HAITI 3
EMERGENZA HAITI 4
EMERGENZA HAITI 5
EMERGENZA HAITI 6
EMERGENZA HAITI 7
EMERGENZA HAITI 8
EMERGENZA HAITI 9
EMERGENZA HAITI 10
INVITO CENA CONCERTO
5 dicembre 2010 al Birrificio di Bioggio
LUGANO CHIAMA HAITI
AVAID con AVSI all’Università
della Svizzera italiana in un incontro
Giovedì 27 maggio, nell'Auditorium dell’Università della Svizzera italiana a Lugano, di fronte a circa 170 persone, si è svolto un incontro dal titolo “Haiti, le macerie e la speranza”, organizzato da AVAID
e AVSI
al quale sono intervenuti Raffaella Pingitore, medico luganese di ritorno da un mese trascorso come volontaria AVAID e AVSI nella terra colpita dal terremoto, Andrea Bianchessi, responsabile dei progetti AVSI ad Haiti e Rodolfo Casadei, inviato del settimanale Tempi. A nome di AVAID, la serata è stata introdotta da Valerio Selle, giornalista della Radiotelevisione della Svizzera Italiana
AVAID, Associazione Volontari per l'Aiuto allo Sviluppo, è partner e storico socio fondatore di AVSI. Immediatamente dopo il terremoto l'Ong si è attivata tempestivamente per sostenere le azioni di AVSI ad Haiti, con una grande campagna di raccolta fondi e di sensibilizzazione, attraverso il Giornale del Popolo, raccogliendo oltre 200.000 franchi e assicurando una quarantina di adozioni a distanza.
Nell’invito alla serata si leggeva: "Una vignetta terrificante è comparsa su un giornale americano. "Non si sente più parlare degli haitiani" dice lei. E lui risponde: "Beh, finito il polverone si è visto che erano solo dei senzatetto neri". Non è così che vogliamo essere, condannati al cinismo, prigionieri del nostro sarcasmo, capace di corrodere ogni slancio, ogni generosità. Ma è così che siamo, dobbiamo riconoscerlo: poveri uomini che non riescono a fare durare un gesto buono, un'azione perfetta, oltre il turbinio della polvere. Il tempo che si depositi per terra, ed ecco che vediamo esaurite le nostre forze filantropiche. E lì, esattamente in quell'istante che segna la fine del boato e l'inizio del silenzio, si apre una sfida, la sfida della carità.” (dall'editoriale di Roberto Fontolan, su "Buone Notizie", il periodico AVSI e AVAID)