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Gli auguri di Natale sostengono AVAID

tanti modi per contribuire ai progetti AVAID: oggetti regalo, cene di solidarietà, spettacoli, feste, sostegno a distanza come regalo aziendale

Si moltiplicano i bisogni nel mondo e si moltiplicano le iniziative dei nostri volontari e sostenitori. Dalle cene con i colleghi alle donazioni, dal sostegno a distanza come regalo aziendale all'acquisto di presepi, collane, zainetti.
Tutto aiuta a sostenere i progetti che la campagna natalizia "La casa dov'è" si propone di realizzare.

"La casa dov'è?" - la campagna natalizia di AVAID

Tra Dostoevskij e Jovanotti: “La casa dov’è?”, il titolo della Campagna Tende di quest’anno, ha la densità dell’autore russo e il ritmo delle canzoni di Jovanotti, in particolare di una.

L’autore di “Delitto e castigo” fa dire a uno dei suoi personaggi : “Bisognerebbe proprio che ogni uomo avesse almeno un posto dove andare”. E Jovanotti nella sua canzone “Questa è la mia casa”, si chiede: la mia casa dov’è?
Sta scritto nelle nostre fibre più profonde il bisogno di una casa. E “casa” è quella con un tetto e mura dove sentirci al sicuro; è il luogo in cui siamo accolti quando attraversiamo difficoltà o fuggiamo da situazioni di guerra, fame, persecuzione; è il luogo dove siamo curati nel corpo e nell’anima, la trama di relazioni dove troviamo un aiuto speciale pensato per noi.

A questo bisogno AVAID tenta delle risposte attraverso alcuni progetti che la nuova campagna sostiene.

Il capofila di questi progetti ha il volto di Myriam: la bambina che nel 2014 insieme alla sua famiglia e agli abitanti di Qaraqosh fu cacciata da casa sua e trovò rifugio in un campo sfollati a Erbil. In un’intervista per una tv irachena, colta in un momento di massima spontaneità e sincerità come quelle che si hanno a 9 anni, raccontò la sua esperienza, la nostalgia per la sua vita di prima, per i suoi amici perduti nella fuga, senza un filo di odio né desiderio di vendetta, ma con una fede salda come una roccia e una speranza combattiva. Nel suo sguardo, rivediamo i milioni di bambini innocenti che chiedono solo “un posto dove andare”.

Guarda l'intervista di Myriam su Sat7 del 2015

Appuntamenti con AVAID per un Natale solidale

diversi appuntamenti con AVAID in Ticino

Per sostenere AVAID, è possibile partecipare a diverse iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi, dopo le iniziative degli studenti USI

  • Lugano - sabato 16 dicembre e domenica 17, in Slargo Via Peri e al Quartiere Maghetti: animazione, distribuzione Buone Notizie e bancarelle con prodotti artigianali dalla Svizzera e dal Kenya
  • Bellinzona - sabato 16 dicembre - mercato comunale: animazione, distribuzione Buone Notizie e bancarelle con prodotti artigianali dalla Svizzera e dal Kenya
  • Canobbio - domenica 17 dicembre - mercato comunale: animazione, distribuzione Buone Notizie e bancarelle con prodotti artigianali dalla Svizzera e dal Kenya
  • Adliswil, canton Zurigo, - domenica 17, dopo la messa delle 10.30 - bancarella con prodotti dal Kenya.
    Diverse le feste natalizie di scuole, studi professionali e gruppi di sostegno per aiutare i progetti AVAID.

la casa volante - una dimora per un gruppo di ragazze con disabilità - 14 dicembre 17

Un incontro per conoscere Emmaus, che opera nella difficile situazione Ucraina

14 dicembre 2017 - ore 20.45 - Liceo Diocesano di Breganzona - Aula Magna
La serata approfondirà le
iniziative a favore di persone disabili e di bambini in famiglie rese vulnerabili dalla guerra, attraverso la viva voce del fondatore Filonenko.
Emmaus è stata sostenuta da AVAID nella campagna tende** del 2014.

La bellezza salva il mondo - video di testimonianze dal Brasile

Testimonianze e volti dalla favela 1° de Maio di Belo Horizonte (Brasile)

dove l’Obras Educativas Padre Giussani offre da decenni un luogo di accoglienza a chi sembrerebbe già segnato da un destino avverso.

guarda le testimonianze

L’esempio dell’asilo Etelvina Caetano de Jesus: uno sguardo positivo che diventa contagioso e ricostruisce la persona, ridandole dignità e la forza di riprendersi in mano.
"Così nascono esperienze di una speranza inattesa, che ho voluto riproporre nel video - racconta Maria Paola Caiata, autrice del video e volontaria all'Etelvina per quasi un anno. "Sono le voci di donne, ragazzi, bambini, toccati in prima persona e lasciatisi coinvolgere, diventati oggi protagonisti della propria vita e segno di un bene che valica la sofferenza."

Per aderire:

occorre compilare il formulario nella sezione sostegno a distanza, specificando che intendete sostenere un bambino in Brasile. Il modulo va poi inviato a progettoetelvina@gmail.com. A seguire si riceveranno le indicazioni per il versamento e la scheda del bambino. Quindi partiranno le comunicazioni sistematiche semestrali sulla sua vita e la sua crescita.

#faigirare lacultura abbraccia un'amicizia dell'altro mondo

su ti mmagazine il sostegno a distanza di AVAID

TIMMAGAZINE naviga tra le iniziative sociali e culturali della Svizzera Italiana e ha scelto, tra le altre, anche il sostegno a distanza di AVAID. Un'amicizia dell'altro mondo , con l'abbraccio tra mondi lontani, carico di solidarietà, viene promossa dal web magazine.

Fondazione FIDINAM per la scuola Little Prince

E' in corso il progetto "Educazione per tutti. Sostegno alla Little Prince Primary School" finanziato dalla Fondazione FIDINAM, che si propone di sostenere l'educazione dei bambini della baraccopoli Kibera, con insegnanti qualificati, materiali scolastici, educatori per le attività ricreative. Lo scopo finale è semplice ma rivoluzionario: offrire a questi ragazzini un'infanzia degna.
I ragazzi dello slum sono infatti esposti a ogni tipo di violenza, e poter disporre di un luogo come la Little Prince, sicuro e curato, anche durante gli orari extrascolastici significa spesso cambiare destini segnati.
"Questo progetto ci permette, tra l'altro, di avere in aula 28 bambini anzichè i 40 che spesso le scuole hanno" è il commento del direttore della scuola, Anthony Maina. "Questo significa che gli insegnanti seguono personalmente ogni bambino, si accorgono delle loro difficoltà e assenze, che spesso nascondono situazioni famigliari complicate, e possono attivare un operatore sociale per affrontarle."

Dalla baraccopoli alla laurea: il sostegno a distanza mi ha cambiato la vita

grazie al sostegno di una famiglia svizzera, dallo slum Kibera a Nairobi Ignatius è arrivato alla laurea alla Kenyatta University

la storia di Ignatius in video

Aveva iniziato a frequentare le elementari alla Little Prince da bambino di strada, aveva resistito nei banchi solo per il pasto quotidiano e per la sorpresa di essere accolto anche se "scalzo". Poi la cura degli educatori lo ha fatto crescere. Con la recitazione ha superato problemi relazionali, con l'affetto e la stima ha recuperato fiducia in se stesso, fino al desiderio di diventare Presidente del Kenya. Preso sul serio dall'assistente sociale che lo seguiva, è stato sostenuto negli studi: scuole superiori, ammissione all'Università, fino alla laurea, nello scorso dicembre.

Questo il suo grazie:

"Quando ho avuto bisogno di persone che mi accompagnassero nel mio cammino, voi mi avete offerto il vostro aiuto.
Quando ho avuto bisogno di una ragione in cui credere, voi mi avete dato quella ragione attraverso delle semplici parole riassunte in un’unica frase: l'essenziale è invisibile agli occhi. Proprio quando la luce della speranza sembrava ormai spegnersi per me, all'inizio del 2001, voi avete acceso quella luce per me e per molti altri bambini a Kibera e in Kenya.
Ci avete dato una ragione per vivere, una ragione per sperare. Una ragione per credere che avremmo potuto raggiungere qualsiasi meta se ci fossimo impegnati con i talenti datici da Dio in tutte le attività in cui eravamo coinvolti.
Anche da Kibera possiamo accedere alle migliori università dell'Africa Centro - Orientale. Che possiamo cambiare le vecchie credenze secondo cui niente di buono potrà mai venir fuori da Kibera.
Quelle credenze che hanno sempre affermato che se provieni dalla baraccopoli sei destinato al fallimento e le tue speranze verranno distrutte. Voi, amici di AVAID e AVSI in Kenya, avete contribuito a cambiare questa mentalità.
Grazie a tutti voi che avete contribuito a farmi arrivare dove sono ora. Mi avete risollevato e ve ne sarò sempre grato. Grazie!"

LARegione: Lugano, con Avaid amicizie dell'altro mondo

C’è un cuore pulsante solidarietà a Lugano, un battito che si espande in tutto il cantone e che, valicando i confini geografici, arriva a battere in Africa e nel Centro America. L’incarnazione è Avaid, Associazione volontari per l’aiuto allo sviluppo, Ong ticinese che da oltre vent’anni (su stimolo della famiglia di Barbara e Alberto Toti) opera a favore delle zone più povere del mondo, in particolare in Kenya, nell’area delle baraccopoli di Nairobi, e ad Haiti. Attivi per questi territori, attraverso la presentazione delle attività dell’organizzazione e le raccolte fondi, vi sono un centinaio di volontari, presenti in tutta la Svizzera.
leggi l'articolo completo di Cristina Ferrari

l'incontro tra gli "amici dell'altro mondo" a Lugano

Una serata di incontro tra padrini e responsabili delle attività AVAID in Kenya, con oltre 150 persone, per vivere l'esperienza edificante e reciproca del sostegno

"Siamo stati in Kenya in occasione dei nostri 25 anni di matrimonio, per conoscere la ragazzina che sosteniamo, ed è stata un'esperienza di bellezza inaspettata" ha raccontato Consuelo. La ragazzina li aspettava alla scuola Little Prince, dove frequenta la primaria, ma la mamma ha voluto averli ospiti nella sua casa, secondo lo spirito di accoglienza africano.
Clara, che sta terminando gli studi in materie pedagogiche, ha raccontato che pur nella povertà di strumenti, l'approccio educativo che ha visto nelle scuole sostenute da AVAID è ricchissimo di umanità, "quindi c'è tutto, non manca niente: un maestro che educa, che si prende cura dei suoi bambini, li conosce, li chiama per nome, li corregge". Poi le voci dal Kenya: "Educare per me vuol dire far sì che i bambini siano accolti, compresi nei loro bisogni, immediati e profondi" ha detto Joachim Koech, Preside della secondaria Cardinal Otunga, sostenuta da AVAID.
"In questi 20 anni tanti ragazzi sono cresciuti con noi grazie ai padrini di AVAID. Ed ora sono professionisti, artigiani, e alcuni anche operatori sciali che si dedicano ai ragazzini della loro comunità come qualcuno ha fatto con loro" ha raccontato Romana Koech, responsabile del sostegno a distanza per AVSI Kenia, partner AVAID.
"Il sostegno di AVAID è essenziale per i ragazzini, le loro famiglie, la scuola Little Prince" ha commentato Andrea Bianchessi, responsabile dei programmi di AVSI Kenya.
Per Valerio Selle, responsabile di AVAID, "l'esperienza del sostegno a distanza e in generale del lavoro di AVAID si connota da un lato per la sua efficacia, e dall'altro per la sua carica umana. E sono le caratteristiche che le comunità locali riconoscono nel nostro lavoro. "

Diversi ragazzini aspettano un sostenitore. Speriamo che lo trovino presto, con l'aiuto della rete di sostenitori AVAID.

Campagna tende: grazie ai volontari per le tante iniziative di sostegno ad AVAID

Migrazioni e sviluppo. Al lavoro per cambiare passo. Tante le iniziative dei volontari AVAID per la raccolta fondi da destinare ai progetti

E' stato un periodo intenso di eventi e appuntamenti organizzati da amici e volontari AVAID. Siamo molto grati di questo impegno che permette alle tante realtà nel bisogno di trovare un aiuto concreto.
Mercatini, iniziative di piazza, cene di beneficenza, incontri hanno coinvolto persone di ogni età: ragazzini delle medie, insegnanti, scuole, madri di famiglia, professionisti si sono mobilitati per raccogliere fondi per i progetti sostenuti.

  • Kenia: Scuole professionali
  • Libano e Giordania: Scuole ed educazione
  • Burundi: Mai più violate
  • Costa d'Avorio: Maestri artigiani
  • Siria: Servono ospedali

La campagna Tende di AVAID: Migrazioni e sviluppo. Al lavoro per cambiare passo.

La realtà del bisogno dell’uomo nel mondo che bussa alle nostre porte ci chiama ad una risposta semplice: un gesto, un impegno concreto, un’iniziativa per sostenere risposte tangibili alle necessità, urgenti e drammatiche, di tante persone.

Di fronte al “cambiamento d’epoca” di cui parla Papa Francesco siamo tutti invitati ad un lavoro per “cambiare passo”. La Campagna raccolta fondi “Tende” di AVAID è un’occasione per concretizzare questo impegno.
Il tema del lavoro è evocato come strumento per una vita più dignitosa, per cui diversi progetti che la campagna sostiene riguardano il lavoro e il suo nesso con i costanti fenomeni migratori: progetti nei Paesi che sono origine o “tappa intermedia” di migrazioni come Siria, Libano e Giordania, progetti incentrati sulla formazione al lavoro, come in Kenya e in Costa d’Avorio, progetti di aiuto alle vittime di violenza in Burundi e in Ucraina.
La campagna è stata presentata il 5 dicembre alla USI di Lugano, da testimoni e responsabili dei progetti in Kenya e Libano .

Campagna tende: a Lugano in piazza il 17 e 18 dicembre e vari incontri nel Luganese

sabato e domenica 17 e 18 dicembre a Lugano bancarelle e animazione

  • Via al Forte
  • Via Soave
    Canti, cornamuse, animazione dei ragazzi con distribuzione di Buone Notizie e raccolta fondi.

domenica 18 dicembre Canobbio - Bancarella al Mercatino Natalizio

15 e 20 dicembre - Preasilo L’arca di Noe - Viganello - incontro e bazar

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mercoledì 14 dicembre USI - gli studenti per il sostegno a distanza di Phedad

Domenica 4 dicembre

  • al mercato di Riva San Vitale bancarella di AVAID. Prodotti artigianali dal Kenya, biglietti natalizi, ma anche tante sorprese per regali di solidarietà
  • parrocchie dopo le messe: di Magliaso ore 10.40, Loreto ore 11.30 e Breganzona ore 10.30, i ragazzi delle medie, dell'associazione Clandestino offrirranno biscotti e torte preparati da loro per raccogliere fondo a favore del loro "fratello a distanza" in Kenya.

Giovedì 8 dicembre

  • cena di beneficenza a Loverciano
  • incontro con i dipendenti google a Zurigo organizzato da un volontario AVAID

Campagna tende: a Bellinzona al mercato comunale e alla Scuola Cantonale di Commercio per sostenere AVAID

  • Sabato 10 e 17 dicembre al mercato cittadino di Bellinzona, dalle 8 alle 13, bancarelle con distribuzione del Buone Notizie e vendita di oggetti artigianali, collane, prodotti locali per i progetti sostenuti da AVAID
  • Mercoledì 21 dicembre alla Scuola Cantonale di Commercio bancarella animata da studenti e docenti
  • Sabato 24 dicembre, alle 16, in occasione del Presepe Vivente nella chiesa Collegiata distribuzione del “Buone Notizie” e raccolta fondi .

Equador dopo il terremoto: l'aiuto di AVAID ai centri educativi di Portoviejo

Il 16 aprile scorso la terra ha tremato in Ecuador, provocando morte e distruzione: a una settimana dal terremoto si stimavano più di 700 morti, 20.000 feriti e circa 70.000 sfollati, tra cui 30.000 persone rimaste senza tetto. Quasi 600 scuole danneggiate.
AVAID, insieme al network AVSI, ha sostenuto negli anni recenti attività educative per le famiglie nelle periferie di Quito e nell'area di Portoviejo. Proprio quest'ultima zona è stata particolarmente colpita dal terremoto.
AVAID ha immediatamente ricevuto un appello per intervenire a favore delle popolazioni colpite, da parte di AVSI Ecuador e CUET, che hanno anche realizzato una valutazione dei danni sulle strutture utilizzate nei progetti educativi e alle famiglie incluse in essi. Il risultato finale è un intervento di ricostruzione che prevede complessivamente la riabilitazione di 7 centri educativi frequentati da 450 bambini (prescuola, scuola, doposcuola, mensa, formazione per i genitori), riparazione di una trentina di case (capanne), per un totale di circa 90'000 CHF.

AVAID ha raccolto circa 10'000 CHF dai donatori che generosamente hanno risposto all'appello, destinandoli in particolare ad una delle zone dell'intervento, Julcuy, un villaggio rurale vicino a Portoviejo, a partire dal ripristino del centro educativo di Aguapato.

Se fosse possibile raccogliere ulteriori fondi, AVAID si farà carico anche del ripristino del centro Los Girasoles e auspicabilmente di quello di Piñas.

Per contribuire: Conto corrente postale 65-731045-7 intestato a: AVAID – Associazione Volontari per l’Aiuto allo Sviluppo, Corso Pestalozzi 14, 6900 Lugano - causale “Emergenza terremoto Ecuador”.

gli auguri di Natale sostengono i progetti AVAID. ecco il catalogo

compera i biglietti di auguri Natalizi e sostieni AVAID.

Scarica il catalogo, scegli i biglietti di tuo gusto e ordina un minimo di 50 biglietti entro il 31 ottobre, a 2 CHF l'uno. Il ricavato sarà destinato all'educazione dei bambini nelle scuole del Kenya Little Prince, Cardinal Otunga, St. Kizito e San Riccardo.
E' possibile, inoltre, personalizzare i biglietti con i loghi aziendali.
Per ordini e preventivi scrivere a info@avaid.ch.

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Un regalo per i bambini della Little Prince: vaccino gratuito contro morbillo e rosolia

I bambini della Little Prince di Nairobi, scuola ai margini di uno degli slum più grandi del mondo, sostenuta da oltre 15 anni da AVAID, hanno potuto partecipare gratuitamente alla campagna di vaccinazione per morbillo e rosolia in Kenya. Un aiuto eccezionale! Le malattie come il morbillo possono essere molto rischiose su fisici già debilitati da malattie endemiche in quelle zone, come la malaria e le parassitosi, o da condizioni di scarsa alimentazione e igiene.
Sono stati vaccinati i bambini tra i 9 mesi e i 13 anni, che in Kenya sono circa 19 milioni. La campagna è stata promossa dal Ministero della Salute in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, da UNICEF e dalla Croce Rossa.
Il Dipartimento dell'Infanzia ha confermato che il vaccino è sicuro e ha incoraggiato i genitori a vaccinare tutti i bambini. Alla Little Prince sono stati vaccinati 332 bambini.
servizio Le due facce del Kenya

A Cham - Canton Zug - bancarella solidale con i prodotti artigianali da Kenya e Uganda

Volontari AVAID ospiti dell’iniziativa “Zug für Afrika” con una bancarella di prodotti artigianali dal Kenya e dall’Uganda.

Borse, presepi, monili dalle periferie di Nairobi e collane e bracciali prodotti dalle donne del Meeting Point International di Kampala in Uganda sono stati offerti al mercatino solidale nella splendida cornice dello Schlosspark St Andreas a Cham, per sostenere l’educazione dei bambini. Un reddito da attività artigianali permette infatti alle famiglie di mandare i figli a scuola anziché al lavoro o a chiedere l'elemosina. I bambini possono così vivere la propria infanzia in modo dignitoso, pur nelle difficili condizioni degli slum.
E' questo lo scopo con cui AVAID sostiene le scuole Little prince e Cardinal Otunga nella formazione dei genitori ad attività generatrici di reddito, favorisce le cooperative produttive, stimola il risparmio famigliare.

Ginevra 20 giugno: Profughi e noi: tutti sulla stessa strada - Refugees and us: all on the same road

Lunedì 20 giugno, ore 19.15, a Ginevra, incontro pubblico con Lucia Castelli, medico, operatore del network AVSI per oltre 10 anni in Africa, sul tema delle migrazioni che tanto fa discutere l'Europa, e per raccogliere fondi per le iniziative concrete a favore dei rifugiati in Medio Oriente. Ricordiamo che AVAID ha contribuito negli ultimi anni con 150'000 CHF al sostegno dei rifugiati siriani in Libano, con particolare focus sul campo di Marj el Koch, fondi raccolti anche dal Giornale del Popolo, con un concerto al Conservatorio della Svizzera Italiana, molte iniziative di piazza. L'incontro sarà presso la St. Thérèse Church, Avenue Peschier 12bis, in inglese. Per iscrizioni, scrivere a info@avaid.ch.
On Monday, June 20th at 7.15 pm, a group of AVAID volunteers of Geneva organized a meeting on the migration topic with an educational approach, with the intervention of dr. Lucia Castelli, medical doctor and psycho-social expert, who has worked for ten years in Africa, currently performing medical missions in critical areas of the Middle East, as well as Iraq and Lebanon. The meeting will also raise funds for the refugees in middle east.
We remind that AVAID already contributed with 150’000 CHF in last years to the intervention of AVSI network in Lebanon in favour of Syrian refugees, specially in Marj el Koch camp and in temporary shelters in south of Lebanon, collected also with a campaign of Giornale del Popolo, in a concert of Conservatorio della Svizzera Italiana, and in many others initiatives in Switzerland.
The meeting, in English, will be at parish hall of the St. Thérèse Church, Avenue Peschier 12bis, 1206 Genève. To attend, please register by mail to: info@avaid.ch

L'ambasciatore svizzero François Barras visita i campi profughi di AVAID e AVSI in Libano

Durante la settimana di Pasqua, François Barras, ambasciatore svizzero in Libano, ha visitato i campi che accolgono oltre mille profughi siriani a Marj El Khokh, nel sud del Libano, campi dove AVAID e AVSI sono presenti con il loro intervento, educativo ed umanitario.

Ad accompagnare il diplomatico elvetico negli accampamenti c'erano Valerio Selle, responsabile di AVAID e Marco Perini, responsabile di AVSI in Libano. L'ambasciatore Barras si è detto molto colpito ed emozionato dagli incontri avuti con numerose persone ospiti di questi campi rifugiati. Egli si è infatti intrattenuto a lungo con adulti e bambini, rendendosi così conto di persona della loro difficile situazione.

Nei campi profughi gli operatori sociali di AVAID e AVSI propongono lezioni scolastiche, giochi e varie attività ricreative e culturali per i bambini e i ragazzi. Inoltre le due ONG hanno installato numerose cisterne per l'acqua, distribuito centinaia di kits per l'igiene, offerto corsi sulla salute e numerose altre iniziative di supporto ai profughi. Interventi e attività che continuano ancora oggi.

Nei confronti di AVAID e AVSI, l'ambasciatore ha espresso apprezzamento e incoraggiamento per il lavoro umanitario che le due ONG partner svolgono a favore delle centinaia di rifugiati siriani che da ormai tre anni vivono in condizioni di precarietà nei campi di Marj El Khokh, ubicati nella regione della Piana di Marjayoun, al confine con Siria e Israele, una zona già teatro di guerra e tuttora presidiata dalle truppe speciali UNIFIL delle Nazioni Unite.

Dopo la visita ai campi profughi, si è tenuto un altro significativo e toccante incontro questa volta con una trentina di rifugiati cristiani iracheni nel paese di Qlayaa, sempre nell'area di Marjayoun. In totale sono circa 300 i profughi iracheni - gente che ha perso tutto, dalla casa al lavoro agli affetti più cari - ospitati da diverse famiglie della parrocchia e sostenute tramite gli aiuti di AVAID e AVSI. Alcuni di loro hanno potuto raccontare il drammatico esodo e le pesanti condizioni in cui sono costretti a sopravvivere. L'ambasciatore svizzero ha quindi rivolto non scontate parole di conforto e speranza, mentre AVAID e AVSI hanno confermato il loro sostegno.

Dalla Svizzera un nuovo bus per gli alunni della Cardinal Otunga di Nairobi

Il regalo straordinario di un donatore Ticinese: un nuovo bus per il trasporto degli alunni della scuola secondaria Cardinal Otunga di Nairobi.

Gli studenti sono molto fieri del loro bellissimo nuovo bus. Il precedente non poteva trasportare più di 33 studenti, costringendo molti studenti ad utilizzare altri mezzi di trasporto a pagamento. Il nuovo bus omologato per 51 persone permette a tutti gli studenti che vivono lontano di usufruire del trasporto mattutino e pomeridiano offerto grazie ai due bus della scuola.

Una particolarità: il bus è stato costruito artigianalmente e omologato. Questo ha consentito sia di risparmiare che di coinvolgere artigiani e meccanici del posto, ovviamente seguendo tutte le necessarie procedure per la sicurezza.
Grazie al nuovo bus è stato possibile organizzare anche visite scolastiche per tutte le classi che per la Cardinal Otunga la gita scolastica è un importante strumento didattico per imparare cose nuove oltre l’ambiente scolastico e quello solitamente povero in cui vivono gli alunni.

"Tutto il Team della Card. Otunga, insegnanti, personale non docente e alunni, sono molto contenti e grati di questo dono" ci ha scritto Andrea Bianchessi, che coordina le attività a supporto delle scuole sostenute in Kenya da AVSI e AVAID.

Emergenza Uragano Matthew ad Haiti. A tre settimane, l'aiuto degli amici come un miracolo

la testimonianza di Fiammetta Cappellini, in prima linea per l'emergenza.

Tre settimane sono passate dall’uragano. Il sistema umanitario di risposta all’emergenza è ormai attivo e funziona a pieno ritmo, ma siamo ancora alle distribuzioni di cibo. Lunghi convogli di camion scorrono sulla strada tra la capitale e il dipartimento sud, avanzando lenti sull’unica statale ridotta a uno sterrato, coperta da uno strato di fango secco e sconnesso, attraversano guadi dove un tempo c’erano ponti, attraversano mercati dove non c’è più nulla in vendita, alzano nuvole di polvere al loro passaggio e poi finalmente arrivano a destinazione.

Impiegano 8, a volte 9 ore per fare 200 chilometri. Arrivano ai depositi delle ONG come AVSI, incaricate della distribuzione. Finalmente, arrivano.
Ci sono documenti da firmare e difficili conti di sacchi, tonnellate, metri cubi, ma poi finalmente possiamo scaricare. Abbiamo reclutato le mamme dei nostri bambini del sostegno a distanza, che per una piccola quota giornaliera dividono in razioni famigliari i grossi sacchi da 50 kg del World Food Program. Siedono ciascuna su un vecchio mattone dentro a un deposito senza finestre, usano una vecchia latta per misurare le razioni, re-insacchettano rapide in mezzo alla polvere in un caldo soffocante. Noi non resistiamo più di due minuti, loro invece sorridono, grate per questo insperato lavoretto, e continuano a insacchettare.
Preparano le razioni famigliari che dovrebbero durare un mese per una famiglia di 5 persone: 50 chili di riso, 8 di fagioli, 4 litri di olio. Non riceveranno altro per un mese.
Finalmente il camion è pronto e parte verso la quarta sezione comunale di Torbeck, la più lontana e la più difficile da raggiungere. Da giorni a tutte le riunioni ripetono che qualcuno deve andare lassù. E noi finalmente partiamo.

Al centro abitato di Torbeck una folla blocca i camion: protestano quando capiscono che il cibo non è per loro. Lunghe ed estenuanti discussioni, momenti di tensione e a volte di rabbia. I ragazzi di AVSI cercano di spiegare che torneremo anche da loro, ma farsi ascoltare è difficile. La polizia che scorta i camion è nervosa. Le ore passano e la situazione non si sblocca. Ormai la gente affamata se n’è andata e quelli che restano sono solo i più violenti che probabilmente vogliono solo assaltare il camion e rubare il cibo per rivenderlo. Non resta che tornare indietro, abbattuti. I camion rientrano al deposito, i ragazzi di AVSI tornano a Torbeck. Incontrano la gente, discutono, spiegano, negoziano, a volte anche si arrabbiano. Non so bene cosa dicano, ma non mollano.
Il mattino dopo ripartono all’alba e questa volta arrivano a destinazione. La quarta sezione di Torbeck, incastonata tra colline e montagne è quasi isolata tra strade che non esistono più e fiumi in piena. Trasportiamo razioni per 500 famiglie e ne troviamo ad attenderci più del doppio. E’ difficile spiegare perché non basta avere la casa distrutta per ricevere gli aiuti, perché vengono prima quelli che oltre alla casa distrutta hanno più di 5 bambini. Qualcuno dei nostri è preoccupato, ma non c’è tensione nell’aria.

Gli animatori spiegano le priorità e poi cominciano a distribuire. Non ci sono incidenti. La gente si allontana dal camion trascinando i pesanti sacchi e poco lontano si ferma a dividere con chi non ha la tessera per ricevere. Alla fine, tutti se ne vanno con qualche cosa. Non sorridono molto, sanno che il cibo non bastera per molto. Ma almeno per adesso ce n’è un po per ciascuno.
La strada del rientro è lunga ed è già buio quando uno dei camion resta bloccato con la ruota a terra. Naturalmente non c’è quella di scorta ed il problema adesso è che non abbiamo altri camion per distribuire domani.
Vado a letto sconsolata, pensando che non basta: non basta il tempo per fare tutto, non basta il cibo, non bastano i soldi per aggiustare il camion. La mattina dopo trovo un messaggio inaspettato.

Un amico dall’Italia mi scrive. Il mio ex collega Giuliano si è fatto vivo, ha letto di Haiti, sa che io sono qui, chiede se siamo ancora in contatto e cosa si può fare. In pochi giorni i miei ex colleghi raccolgono soldi per Haiti.
Io sono stupita. Ho lasciato il mio vecchio lavoro in casa editrice 11 anni fa. Non ho più visto Giuliano, il mio impaginatore. Sono tornata in azienda a salutare una sola volta in 11 anni. Eppure. Eppure c’è ancora gente, tanta gente, a cui continua a interessare cosa succede nella parte del mondo meno fortunata. E che recupera una conoscenza di dieci anni fa pur di mobilitarsi, pur di fare qualche cosa.
Sono quasi incredula e decisamente rincuorata. Forse al prossimo camion ne avremo per tutti, certamente per qualcuno di più, grazie a Giuliano e a tutti quelli come lui.

Per sostenere le popolazioni colpite dall'uragano in Haiti:

conto corrente postale: 65-731045-7 intestato ad AVAID
conto corrente bancario: Credit Suisse - iban: CH71 0483 5098 4761 5000 0 intestato ad AVAID
Causale emergenza Haiti

Eventi

La bellezza salva il mondo - mostra al quartiere Maghetti di Lugano - 8-23 dicembre

Una mostra sulle attività educative per i bambini delle favelas di Belo Horizonte, in Brasile, vissute da una nostra giovane conterranea, volontaria per un anno nell'asilo Etelvina Caetano e nelle "opere Padre Giussani". Un asilo che si prende cura dei bambini con l'esperienza della bellezza, dell'affetto, dell'accoglienza.

Sala San Rocco - Quartiere Maghetti di Lugano

Dall'8 al 23 dicembre - martedì-venerdì 11-14 / 16-19; sabato-domenica 11-17 - lunedì chiuso.